• 10:32
  • 17.01.2022
Vaccino coronavirus, il virologo Giulio Tarro: “Non serve, non è l’Ebola”
health
17.01.2022

Vaccino coronavirus, il virologo Giulio Tarro: “Non serve, non è l’Ebola”

read more

Da giorni sentiamo ripetere da vari esperti che il Coronavirus non scomparirà e che bisognerà attendere l’immunità di gregge o il vaccino per tornare alla normalità. C’è chi, però, ritiene che non sarà necessario attendere un vaccino per contrastare il Covid-19 e che sarebbe più utile concentrarsi su un’efficace terapia antivirale. A dirlo non è il primo che passa dalla strada, bensì il noto virologo Giulio Tarro.Escorts reveal what Aussies really want in bed

L’esperto spiega che il vaccino potrebbe non essere necessario, sottolinea come uno solo potrebbe non funzionare per tutti: “Se il virus ha come sembra una variante cinese e una padana, sarà complicato averne uno che funziona in entrambi i casi esattamente come avviene per i vaccini antinfluenzali che non coprono tutto”. Tarro ritiene che possa essere maggiormente utile trovare una terapia antivirale efficace: “né per la prima Sars, né per la sindrome respiratoria del Medio Oriente sono stati preparati vaccini, si è fatto, invece, ricorso agli anticorpi dei soggetti guariti”, spiega per poi aggiungere: “una cura che potrebbe arrivare anche per l’estate. Spero che la scienza e il caldo possano essere alleati. E confido che potremo andare a fare i bagni”.

Nel corso dell’intervista il virologo spiega di diffidare dall’informazione tratta da internet e di affidarsi alla propria esperienza nel campo: “Oggi ci si informa su internet, alla mia età e dall’alto della mia esperienza mi tengo alla larga. Ho isolato il vibrione del colera a Napoli, ho combattuto l’epidemia dell’Aids e ho sconfitto il male oscuro di Napoli, il virus respiratorio ‘sincinziale’ che provocava un’elevata mortalità nei bimbi da zero a due anni affetti da bronchiolite”.

‘Skinny fat’: Why it’s more dangerous than you think

L’esperto sostiene anche che il pericolo del Coronavirus sia sovrastimato: “Per fortuna, non ha la stessa mortalità della Sars e neppure della Mers che uccideva un malato su tre. Oggi non lottiamo contro l’Ebola, ma il nostro nemico è una malattia che non è letale per quasi il 96% degli infetti”. Parlando in conclusione della fine dell’epidemia l’esperto fa tre ipotesi: “Potrebbe sparire completamente come la prima Sars; ricomparire come la Mers, ma in maniera regionalizzata o diventare stagionale come l’aviaria. Per questo serve una cura più che un vaccino”.Salmonella-tainted milk hurts more babies

3735988
read more